Organizzato da Jazzy Records e Animum Ludendo Coles, con il sostegno di Regione Lombardia, MiC e SIAE, il convegno “Gioco & Jazz | Ricerca Innovativa in ambito educativo e musicale” si è svolto il 10 ottobre 2024 nella Sala Gonfalone di Palazzo Pirelli a Milano. L’evento è stato organizzato nell’ambito del progetto “But Not For Free”, vincitore del Bando SIAE “Per Chi Crea”, nato per utilizzare il Jazz e il gioco come strumenti educativi e di sensibilizzazione sui diritti civili, in particolare il diritto al gioco. Ha moderato i lavori Silvana Garufi, già Direttore presso la Soprintentendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano.

Gioco e JAZZ: linguaggi universali

Tra i relatori, Francesca Antonacci, docente di Pedagogia all’Università Bicocca, ha sottolineato come gioco e musica favoriscano creatività e inclusione, mentre Valentina Gramazio, songwriter e fondatrice di Jazzy Records, ha approfondito il legame tra Jazz e diritti civili. Attraverso il videoclip del progetto “But Not For Free”, Gramazio ha mostrato come il Jazz, con le sue regole e la sua capacità di creare connessione, possa educare e sensibilizzare, offrendo un contesto inclusivo per grandi e piccoli.

Giovanni Mazzarino, pianista e compositore, ha paragonato Jazz e gioco, entrambi basati su regole che stimolano l’improvvisazione e la condivisione. Ha descritto il Jazz come un linguaggio culturale capace di trasmettere valori alle nuove generazioni.

Un modello educativo interdisciplinare

Furio Ferri, designer di manufatti ludici e fondatore di Animum Ludendo Coles, ha avuto un ruolo centrale nell’evento, sottolineando come il gioco tradizionale rappresenti una risorsa preziosa per lo sviluppo di creatività e socialità. Ha spiegato che strumenti semplici, come un gessetto, una corda o un pallone, possono creare momenti di apprendimento e aggregazione straordinari. Ferri ha inoltre evidenziato la necessità di ripensare gli spazi urbani, coinvolgendo i bambini nella loro progettazione per renderli luoghi sicuri e stimolanti per il gioco libero.

Il suo intervento ha anche messo in luce il parallelo tra Jazz e gioco: entrambi si basano su regole che, una volta assimilate, permettono di sperimentare e innovare. Ferri ha sottolineato il valore della trasmissione orale e pratica, tanto nel gioco quanto nella musica, come elemento fondamentale per costruire una cultura condivisa e inclusiva.

Vanna Gherardi dell’Università di Bologna ha collegato il tema agli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030, invitando a progettare città inclusive per bambini e anziani. Francesca Squillaci, insegnante di scuola primaria, ha presentato esempi concreti di integrazione tra musica e gioco nella didattica.

Verso una nuova visione educativa

Il convegno si è concluso con l’impegno di sviluppare un progetto pilota che integri gioco e Jazz, coinvolgendo scuole, famiglie e territorio. L’obiettivo è creare un modello educativo innovativo capace di unire regole, creatività e inclusione, guardando al futuro con speranza e immaginazione.